"SE VUOI FARE QUALCOSA DEVI BUTTARTI", IL PERCORSO POLITICO DI ANDREA GRASSO, 21 ANNI
 
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Esiste un terreno di incontro tra mondo della politica e nuove generazioni? Abbiamo ascoltato le impressioni di Andrea Grasso, 21 anni, dal 2012 giovane consigliere del Municipio Centro Est per la lista Musso.
A che età hai iniziato il tuo impegno politico e perché?
<<Ho iniziato a fare politica iscrivendomi a un movimento giovanile due mesi prima di compiere 16 anni. Mi piaceva l'idea di capire come funzionasse questo "mondo" che i ragazzi vedevano, e vedono, così lontano per portare avanti istanze "più giovani" e dire la mia. E' per questo che al liceo ho fatto il rappresentante di classe due anni. Poi, dopo quattro anni di militanza durante i quali ho rivisto alcune mie posizioni su certe questioni e certi esponenti politici, ho iniziato una nuova avventura e nel 2012 mi sono candidato come consigliere per il mio Municipio, il Centro Est. Ero nella lista Musso e sono stato eletto con 217 preferenze. Sono stato mosso sempre dal desiderio di dire la mia e da quella voglia, che abbiamo principalmente noi giovani, di voler cambiare l'andamento delle cose>>.
Quali sono i temi riguardanti i giovani di cui ti sei occupato/ti stai occupando?
<<In Municipio finora ho fatto parte della commissione 3 - patrimonio, sociale, ambito associativo, cultura e tempo libero - e ho avuto la possibilità  di portarvi questioni relative al tema università. Mi sono messo in contatto con l'Arssu (ora Arsel) e abbiamo fatto un incontro in municipio dove abbiamo parlato dello stato delle residenze universitarie, degli orari delle aule studio, delle tasse, dei bandi, della difficoltà di comunicazione da parte dei ragazzi, delle borse di studio e dei servizi per studenti fuorisede. In più ho presentato la richiesta al Municipio di estendere l'orario di apertura delle aule studio.
Sempre in tema di università, ma anche di mondo del lavoro, con Marianna Pederzolli, consigliera comunale della lista Doria, ci siamo visti più volte e, a prescindere dai nostri opposti schieramenti, forse anche grazie al fatto che ci conoscevamo dal liceo, abbiamo messo a fuoco le questioni principali per poter aprire un serio dibattito sulle politiche giovanili. Entrambi contestiamo il fatto che i giovani a volte vengono visti come "problema" da risolvere a suon di ordinanze e, grazie al rapporto diretto di Marianna con la giunta, siamo riusciti a partire almeno con un manifesto e un primo incontro dei consiglieri under 30 con l'assessore Boero, che si spera riprendano.
Inoltre ho partecipato a uno dei forum di Informagiovani e tempo dopo ho chiesto con loro un incontro in commissione per ragionare su quel che era stato fatto e su quel che si sarebbe potuto fare, mentre con Lorenzo Pellerano, giovane consigliere regionale, abbiamo organizzato un sondaggio e un dibattito su giovani e impresa.
Tra i miei obiettivi c'è poi quello di avvicinare i giovani alla politica, quindi sono intervenuto ad alcune assemblee d'istituto e ho coinvolto i ragazzi nella preparazione di mozioni che toccavano questioni di loro interesse.
Infine mi occupo del famoso "tema movida" di cui in Municipio cerco di sottolineare anche gli aspetti positivi>>.
Hai incontrato difficoltà nella tua attività politica per il fatto che sei giovane?
<<Nell'ambiente politico quando sei giovane incontri tante persone brave che ti considerano e ti coinvolgono, mentre altre vogliono solamente tenerti buono per loro interessi e altre ancora non ti considerano, tanto che al primo tentativo di dire qualcosa di "diverso" rischi di sentirti dare dell'arrogante. Diciamo che spesso gli spazi devi prenderteli. Se vuoi fare o dire qualcosa devi buttarti, a volte va bene e a volte va male, ma è normale. Nel caso delle elezioni, quando mi sono candidato penso che in pochi credessero che ce l'avrei fatta. Tanti si stupivano nel vedere un 19enne candidato. Una volta eletto, quando ho fatto il primo intervento ero agitatissimo all' idea di chiedere spiegazioni alla giunta municipale su un atto. A volte ho avuto l'impressione, soprattutto in una circostanza, di essere stato visto solo come un "ragazzino", ma poi col tempo, se ci si dà da fare, si finisce per essere come tutti gli altri agli occhi degli adulti>>.
Alla luce dell'esperienza vissuta finora, pensi di continuare con l'impegno politico in futuro?
<<Sinceramente per il mio futuro ho un altro sogno nel cassetto, legato ai miei studi. Sarei per continuare a seguire la politica da esterno ai lavori, ma da qui al 2017 c'è ancora tempo! >>.

Agnese Campodonico